La pratica della pallacanestro, a Bisceglie, ha conosciuto il primo impulso significativo soltanto nel 1978, in notevole ritardo al confronto degli altri maggiori centri del nordbarese. Il primo fulcro dell’attività cestistica biscegliese è stato il G. S. Basket, fondato da Matteo Niro e Vincenzo Cortese.
Negli anni ’80, il G. S. Basket ha soltanto sfiorato la partecipazione al campionato di serie D, fino a concludere l’attività nel 1986.
L’A. S. Basket Bisceglie sorge nell’ottobre del 1989, con prospettive di maggiore solidità. La scalata comincia dalla Prima Divisione e coinvolge un numero sempre più crescente di nuovi praticanti, appassionati, dirigenti e tecnici. Il club biancoverde disputa gli incontri casalinghi al coperto, nella palestra dell’Itc “Dell’Olio”, abbandonando così gli impianti all’aperto dello stadio “Gustavo Ventura” e della scuola elementare “Salnitro”. Protagonisti di quegli anni sono il coach Enzo Mazzilli, il play/guardia Efren Brescianini, il giovane pivot Giuseppe Auricchio.
Tony Porcelli è eletto primo presidente del sodalizio, che guadagna, con l’apertura del palasport nel 1994, enorme visibilità e presenza sul territorio.
Lo sponsor Lanvin’s accompagna l’A. S. Basket fino all’avvicendamento con Divinæ Follie, nel 1995. E’ raggiunto, attraverso la riforma dei campionati, il traguardo della promozione in C2.
L’ingresso in società di nuovi sostenitori e l’abbinamento con la DiBen Lingerie sancisce l’inizio di una nuova era per il basket biscegliese. Nella primavera del 1997, l’A. S. Basket festeggia la storica promozione in C1, al termine di una esaltante cavalcata (25 vittorie su 30 incontri) sotto gli sguardi di migliaia di tifosi, innamorati del basket. E’ un trionfo per coach Carolillo e Brescianini, eroe biancoverde.
Il presidente Lucio Carito e la dirigenza lasciano trascorrere il primo torneo di C1 del 1997/98 per programmare meglio, successivamente, l’ambizioso tentativo del salto in B2. L’ingaggio del fuoriclasse Michelon non è però sufficiente a evitare una delusione al team di coach Marra, uscito dai giochi promozione nei quarti di finale. Il nuovo presidente Vitantonio Palmieri affida le chiavi del club a Efren Brescianini, nel ruolo di direttore sportivo. Saranno due stagioni deludenti, in cui Bisceglie finisce per doversi guadagnare la salvezza nei playout, nonostante gli organici di primo livello a disposizione del tecnico Ceci e poi del subentrante Bray.
La rifondazione, voluta dal nuovo ds Vito Quinto, sortisce soltanto una semifinale playoff nella stagione 2000/2001 nella quale le promozioni in palio sono due, e un’ulteriore, sconfortante, esperienza nei playout, malgrado il cambio tecnico fra De Stradis e Romano.
Nel 2001 Enrico Valentini è eletto presidente e l’incarico di gestire la squadra passa a Sergio Di Nardo, il quale scommette sul giovane tecnico campano Gentile. Con una squadra molto giovane, la DiBen riesce a divertire e appassionare il pubblico del PalaDolmen per ben 2 anni.
L’incantesimo si rompe soltanto nella sciagurata semifinale playoff di Melfi, vincitore poi del campionato 2003/04
Nella stagione 2004/05 lo sponsor Ambrosia Technologies sostituisce la DiBen Lingerie, nuovo secondo partner societario. Il coach è Roberto De Florio in un campionato scevro di particolari soddisfazioni, concluso al 7° posto con l’eliminazione dai quarti di finale da parte del Corato.
Nella stagione 2005/06 l’arrivo del nuovo coach Slavko Dijukic si dimostra nei risultati infelici, tanto da comportarne l’esonero alla 9° giornata dopo la sconfitta contro il Santa Maria al Vico. La sostituzione con Stefano Ranuzzi alla guida della squadra la galvanizza portandola a collezionare 10 vittorie consecutive e a concludere il campionato al 5° posto, eliminata in semifinale dal Molfetta, vincitore poi del torneo.
Nella stagione 2006/07 il roaster viene in gran parte modificato con l’arrivo di ben 4 giocatori argentini, ma il coach Ranuzzi, dopo diversi risultati negativi, viene esonerato alla fine del girone di andata e sostituito da Dijukic, con il quale la squadra concluderà al 7° posto il cammino, eliminata dal Pescara agli ottavi.
A Giugno 2007 la storica acquisizione del titolo di B2 dal Catania, consente per la prima volta, alla realtà cestistica biscegliese, di partecipare ad un campionato di alto livello
Nella stagione 2007/08 l’acquisizione del titolo di B2 avvia una completa rivoluzione dell’assetto tecnico ed agonistico della squadra con l’arrivo del nuovo coach Piero Bianchi (le ultime 2 stagioni a Senigallia in B1) e di 9 giocatori provenienti da campionati di pari serie ed in alcuni casi di serie superiore. Si procede, contestualmente, anche al riassetto dell’organigramma societario attraverso la definizione di un Consiglio Direttivo (presieduto sempre da Enrico Valentini) con compiti e responsabilità precise, integrato a sua volta da nuove funzioni , come quella del Marketig e della Comunicazione.
In questa stagione a dispetto delle legittime aspirazioni, l’Ambrosia incappa in una regular season densa di amarezze.
Il primo successo in B2 arriva soltanto alla nona giornata, nel match interno contro Marigliano.
Dopo il kappaò nell’undicesimo turno ad opera di Canicattì, nel cuore delle festività natalizie, la società nerazzurra decide di esonerare coach Bianchi, rimpiazzato dal brindisino Piero Labate.
Tuttavia il rendimento della squadra rimane deludente, eccetto qualche fiammata d’orgoglio, e l’Ambrosia archivia la stagione regolare in ultima posizione con appena 5 vittorie in 26 partite.
La difficile ancora di salvataggio dei playout (di fronte a Maddaloni, al meglio delle 5 gare) regala ai nerazzurri l’illusione di poter salvare un campionato disastroso: Bisceglie perde le prime due sfide-spareggio nel domicilio di Maddaloni, si aggiudica le due successive sul parquet del PalaDolmen, ma è costretta a salutare la B2 al termine della “bella” disputatasi domenica 25 maggio sul rettangolo dei campani.
La stagione 2008-’09 è imperniata sulla costruzione di un progetto tecnico nuovo di zecca, affidato all’esperto coach Lillino Ciracì.
Roster rivoluzionato, con il ritorno di Emiliano Gramajo (investito dei galloni di capitano) affiancato da altri atleti di indiscussa caratura come Diego Onetto, Ruben Polselli e Gianluca Ambrosecchia, oltre a pedine di sicuro avvenire e determinanti per la nuova categoria (serie C Dilettanti) come Lorenzo Novati, Giampaolo Nardin ed Ernani Comignani. Nei dieci a referto trovano spesso spazio anche i due biscegliesi veraci Giovanni Logoluso (classe ’90) e Giuseppe Di Pierro (’91).
L’Ambrosia parte con i favori del pronostico, ma il debutto in campionato (netta sconfitta al PalaDolmen per mano di Martina Franca) sembra far riaffiorare i fantasmi dell’anno precedente. Viceversa, a partire dalla gara successiva i nerazzurri collezionano una straordinaria sequenza di 17 vittorie con annesso sorpasso al Martina in vetta alla classifica proprio in avvio del girone di ritorno. La fantastica regular season di Gramajo e compagni si completa con un bilancio di 28 successi in 30 giornate, altro record assoluto per la società cestistica biscegliese.
I playoff si aprono con l’affermazione nella “bella” dei quarti di finale sull’Airola, quindi il cast nerazzurro prevale in due incontri sul Monopoli ed incrocia nella serie decisiva il Martina, principale antagonista nell’intera annata.
L’Ambrosia s’impone nel match inaugurale al PalaDolmen, cede in gara-2 in Valle d’Itria e torna a condurre la serie con l’acuto nel terzo incontro.
La promozione matematica degli “invincibili” di Ciracì si materializza giovedì 4 giugno 2009 nel quarto atto della finale sul parquet di Martina Franca in fondo ad una prestazione gagliarda e determinata, malgrado l’assenza fin dai primi minuti dell’acciaccato Gramajo: è l’apoteosi di una cavalcata forse irripetibile (il computo finale attesta 35 vittorie in 39 gare), grazie alla quale Bisceglie conquista per la prima volta sul campo la promozione in serie B Dilettanti.
La stagione 2009-‘10 segna dunque il gradito ritorno in serie B Dilettanti: l’obiettivo minimo del sodalizio biscegliese consiste nel cancellare la sfortunata esperienza di due anni prima, ma presto ci si rende conto che il roster a disposizione del riconfermato Lillino Ciracì può ambire a traguardi ben più ambiziosi.
Continuano la loro avventura in nerazzurro Ruben Polselli (nuovo capitano dopo la partenza di Gramajo), Lorenzo Novati e Giampaolo Nardin, quest’ultimo costretto però ad un lungo e doloroso stop a causa di un infortunio patito in avvio di stagione. Alla corte del tecnico mesagnese approdano inoltre gli esperti Carlos Mainoldi e Andrea Storchi per conferire qualità e sostanza al pacchetto dei lunghi, mentre il reparto degli esterni è irrobustito dagli innesti di Pablo Filloy, Lorenzo Torboli e, in corso d’opera, Danilo Gallerini, con il 19enne Claudio Maino valida alternativa a Novati in cabina di regia. Il giovane barlettano Gambarota ed il biscegliese doc Giuseppe Di Pierro completano il tutto.
Le prime battute della regular season alternano squillanti affermazioni casalinghe a qualche impaccio lontano dal PalaDolmen, ma l’Ambrosia riesce comunque ad inserirsi nelle posizioni che contano producendosi in un tenace inseguimento al Siracusa capolista, avversario che nella seconda metà di campionato sarà escluso dalla Federazione per gravi inadempienze economiche.
La principale rivale di Mainoldi e soci per il primato che garantisce la promozione diretta diventa il Massafra, artefice di un cammino senza macchie per parecchi mesi: i nerazzurri terminano così al secondo posto sia la stagione regolare e sia la successiva fase ad orologio, nel corso della quale ottengono due memorabili vittorie casalinghe a spese di Patti (rimonta da -8 a 60” dalla sirena) e Corato (59-57 al fotofinish), mentre il Massafra guadagna meritatamente il salto in A Dilettanti.
Le velleità dell’Ambrosia passano attraverso i playoff: il team di Ciracì supera nell’ordine Catanzaro, Catania e Scauri prima di incrociare i siciliani del Patti nel turno decisivo. E proprio in gara-1 della finalissima, domenica 6 giugno, Bisceglie perde l’imbattibilità casalinga stagionale (66-68) a favore del Patti, che chiude la serie quattro giorni più tardi fra le mura amiche.
Il resto è storia recente: a fine giugno la dirigenza nerazzurra inoltra domanda di ripescaggio al campionato di A Dilettanti e nei primi giorni di agosto arriva l’attesa ufficializzazione dell’accoglimento della stessa da parte del Consiglio Federale. La Bisceglie cestistica può di nuovo liberare la sua gioia per la conquista di un traguardo storico, mai raggiunto in passato.